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Comune di Foiano della Chiana

SABATO 20 OTTOBRE II APPUNTAMENTO CON BIBLIOAGORA' ORE 16,30

Nell'ambito del progetto Tipi da biblioteca "La biblioteca è per tutti anche per te" la Biblioteca comunale di Foiano Della Chiana organizza nel mese di ottobre l'iniziativa BIBLIOAGORÀ: una serie di tre incontri a tema il sabato pomeriggio alle 16,30 presso la Biblioteca comunale.


Sabato 20 ottobre la volta di "Incontri con l'autore: Mariella Mehr". Presentazione dei volumi Labambina (romanzo) e Notizie dall'esilio (Poesie), premio Camaiore 2007 con la partecipazione dell'autrice, di Anna Ruchat, traduttrice e scrittrice e di Giovanni Giovannetti, editore. L'introduzione sarà a cura di Giuseppe Alpini, Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Arezzo. Dopo la presentazione verranno lette dagli ospiti alcune poesie accompagnate dalla fisarmonica di Fabio Turchetti che ha musicato alcune poesie dell'autrice.


Mariella Mehr è nata a Zurigo da madre zingara di ceppo Jenische. Come molti altri figli del popolo nomade nati in quegli anni in Svizzera e in Svezia,la Mehr fu vittima dell'iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall' "Opera di soccorso per i bambini di strada". Già nella primissima infanzia fu strappata alla madre per essere consegnata a famiglie affidatarie, orfanotrofi, istituti psichiatrici, in quanto la rottura totale tra il bambino e il suo universo familiare era ritenuta condizione indispensabile per l'estirpazione del fenomeno zingaro (dal 1926 al 1972 furono 600 i bambini sottratti a forza alle loro famiglie nell'ambito di un programma che doveva plasmarli secondo i modelli della società sedentaria). È da questa esperienza di sradicamento, segregazione e colpevolizzazione che nascono tutte le opere di Mariella Mehr e in particolare i romanzi della "trilogia della violenza" di cui Labambina fa parte. La bambina senza nome e senza parola, adottata in un villaggio anch'esso senza nome, è il centro durissimo, il nucleo di pietra di questo romanzo. Stanno, intorno a lei, allineati in una circolarità attonita che li rende rigidi come tante statue di marmo, gli abitanti del villaggio. Si direbbe uno scenario fisso, un affrontarsi di ruoli che impone alla bambina muta di subire nella generale indifferenza. Ma col procedere della scrittura, le figure statuarie, urtate dalla presenza della bambina, prendono puntualmente vita, proiettate nella dimensione lineare del tempo riacquisiscono una storia e così la scena man mano si anima di un intricato groviglio di ambizioni mancate, promesse non mantenute, speranze tradite. Sembra quasi che Labambina, con la sua presenza aspra e non archiviabile sia in grado di far riemergere, in alcune di quelle individualità spente, una traccia di tenerezza, di far riacquistare loro il movimento perduto. Ma la sopraffazione prevale, la coralità bigotta del villaggio riassorbe ogni tentativo di sottrarsi al gruppo e restituisce alla scena quella circolarità vuota che respinge tutto ciò che non si adegua.


Nella raccolta Notizie dall'esilio uscita in tedesco nel 1988, risuona un visionario, a volte allucinato grido di dolore sul confine della follia. Un appello all'ascolto che non cerca consolazione nel linguaggio, ma usa la lama del paradosso per far emergere nei paesaggi, nei corpi, nel firmamento, i bagliori di un senso perduto, aprendo uno spiraglio sulla spietata ipoteca del quotidiano.


Anna Ruchat, nata a Zurigo è traduttrice dal tedesco e scrittrice. Per Casagrande ha pubblicato In questa vita (2004, Premio Chiara e Premio Shiller). Nel 1994 ha ottenuto il Premio Prezzolini per la traduzione. Insegna alla scuola Europea di Traduzione del Comune di Milano.


Giovanni Giovannetti Fotogiornalista, collabora con i principali giornali italiani; le sue foto sono riprese dalla stampa estera. Da oltre vent'anni lavora ad un archivio fotografico sulla letteratura contemporanea. Nel 1988 ha fondato l'Agenzia Effigie e nel 2004 la casa editrice omonima


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